Rocco Fontana
Lavora con me
Investire senza improvvisare

Investi i tuoi risparmi con scelte che reggono anche quando il mercato perde il 30%, senza copiare quelle di qualcun altro.

Quasi tutti aspettano che qualcuno gli dica cosa comprare. Il guaio è che quella risposta vale fino al prossimo crollo, e poi ne serve un'altra.
Rocco Fontana

Forse sei qui perché…

…hai dei soldi fermi sul conto e continui a rimandare, perché ti sembra sempre di dover capire ancora qualcosa.

L'ho fatto anch'io per anni. Ogni video ti aggiunge un'opzione e nessuno te ne toglie una: quello che ti manca è l'ordine in cui decidere, e un video in più non te lo dà.

…hai già cominciato, ma non sai se quello che hai comprato reggerebbe un brutto anno.

È la domanda che mi fanno più spesso, e uno sguardo da fuori non basta a rispondere. Serve un numero tuo: quanti euro puoi vedere scendere senza vendere.

…hai dei soldi da parte per la casa fra due anni e per la pensione fra venti, e non sai come dividerli.

Non tutti i soldi sono uguali, e il punto è sapere quando ti servirà ogni euro.

…ti propongono sempre un prodotto in banca, e non hai un modo per capire se fa per te.

È successo anche a me. Senza le domande giuste da fare prima di firmare, ti resta solo la parola di chi te lo vende.

Partiamo dai costi

Risparmia 35.000 euro in vent'anni con due controlli sui costi.

In Italia un fondo azionario costa in media quasi il 2% all'anno, fra i valori più alti d'Europa.* Un ETF che investe sullo stesso mercato costa lo 0,2%.

Sembra una differenza piccola, ma su 20.000 euro di partenza e 300 euro al mese, con lo stesso rendimento lordo del 5%, in vent'anni sono 35.000 euro.

Non te ne accorgi, perché viene tolto prima che tu veda qualsiasi cifra. Però sono soldi che non rivedi più, e che non lavorano per te.

Primo controllo

Scopri quanto ti costa quello che hai già, prima di accorgertene dopo anni.

Succede quasi sempre così: si firma un fondo o una polizza in banca, e ci si accorge solo dopo anni di quanto è costato. Il costo è scritto nel KID, il documento che la banca deve darti prima che tu firmi, anche in euro. Ti insegno dove guardare e come leggerlo, così quel numero lo conosci adesso e non fra dieci anni.

Secondo controllo

Guarda quanto ti costa la banca, rispetto a fare da te.

Se un fondo ce l'hai già, inserisci qui sotto il costo che trovi nel KID e scopri quanto ti costa in euro da qui a vent'anni. Se non hai ancora investito, guarda quanto ti costerebbe la banca rispetto a un ETF.

€
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anni
%
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Quanto ti costa la banca

34.943 €

È la distanza dopo 20 anni fra il fondo all'1,9% e un ETF allo 0,21%, con lo stesso rendimento lordo.

136.404 €

con il fondo in banca

171.347 €

facendo da te, con un ETF

Fondo all'1,9%ETF allo 0,21%

Questo è un calcolo, non una previsione: il 5% è un'ipotesi, uguale per il fondo e per l'ETF, e il mercato può rendere meno o anche scendere. Il costo, invece, lo paghi ogni anno, anche quando il mercato scende.

* ESMA, Market Report on Costs and Performance of EU Retail Investment Products 2025, dati al 31 dicembre 2024. Fondi azionari UCITS domiciliati in Italia, investitori al dettaglio, costi ricorrenti a un anno (grafico MR-CP.23). ETF azionari: media UE 0,21%. Il dato è per domicilio del fondo. Il calcolo capitalizza mese per mese ed è al lordo di tasse e inflazione.

Il metodo

Prima le domande su di te. Lo strumento, per ultimo.

Il costo è solo una delle decisioni da prendere, e nemmeno la prima. Quasi tutto quello che trovi online parte da una domanda: quale ETF comprare. È la più facile da porre e la più difficile da chiudere, perché ce n'è sempre uno che, su qualcosa, fa meglio di quello che hai scelto. Investire senza improvvisare parte da te, e allo strumento arriva solo alla fine, quando la scelta è ormai fra pochi.

01

Scrivi il tuo limite, in euro.

Prima di scegliere qualsiasi cosa, scrivi quanti euro puoi vedere sparire dal conto senza vendere. Su 20.000 euro investiti, un calo del 30% vale 6.000 euro: se quella cifra ti toglie il sonno, anche lo strumento migliore lo venderai al primo crollo. Quel numero diventa il metro con cui misuri tutte le scelte che vengono dopo.

02

Ogni euro ha la sua data.

I soldi per la casa fra due anni e quelli che ti serviranno quando smetti di lavorare non possono correre gli stessi rischi. Per questo, prima di decidere dove metterli, si decide quando ti serviranno. Così, il giorno in cui ti servono, non sei costretto a venderli proprio mentre il mercato è giù.

03

Una struttura che regge i momenti peggiori.

Una parte dei soldi serve a farli crescere, un'altra a tenere in piedi il resto quando il mercato scende. È anche il momento in cui guardi cosa ha fatto davvero, negli anni peggiori, la parte che di solito viene chiamata sicura. Quanto mettere nell'una e nell'altra lo decidono il tuo limite e le tue date, e nessun altro.

04

Lo strumento si sceglie per ultimo.

A questo punto, con alcuni filtri, da migliaia di ETF ne restano pochi da confrontare. Li confronti su quanto costano davvero, su cosa contengono e su alcune caratteristiche che pesano soprattutto negli anni:

  • se distribuiscono i dividendi o li reinvestono
  • se coprono il cambio
  • quanto è grande il fondo

Nessuna di queste è giusta o sbagliata in sé: va scelta sapendo cosa comprare nel tuo caso.

Ecco cosa vuol dire, in pratica.

−27,7%dal suo punto più alto, fra ottobre 2007 e febbraio 2009
30 mesiper tornare dov'era

Un portafoglio con il 60% in azioni di tutto il mondo e il 40% in obbligazioni, fra ottobre 2007 e febbraio 2009, è sceso del 27,7% dal suo punto più alto, e per tornare dov'era ci ha messo trenta mesi.** Su 100.000 euro sono quasi 28.000 euro. Se il tuo limite è 15.000, quella struttura non fa per te, per quanto bene sia andata negli anni buoni. E lo sai prima di comprare, non il giorno del crollo.

** Simulazione su dati storici mensili dal 2003 al 2026, ribilanciata ogni anno, al lordo delle tasse. I risultati passati non dicono quelli futuri.

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    Sono Rocco Fontana, educatore finanziario AIEF e coach.

    Con i soldi ho cominciato male. Avevo una laurea, un master pagato a rate, 15.000 euro di debiti e, una mattina, la carta rifiutata al distributore, con la pompa della benzina ancora in mano.

    Sono entrato in filiale con mille euro e l'idea di metterne da parte cento al mese, e ho firmato per il fondo che mi hanno proposto. Per anni ho studiato senza decidere niente da solo.

    Quando finalmente ho messo il mio fondo accanto al mercato su cui investiva, ho visto che una parte del guadagno se n'era andata, anno dopo anno, in commissioni: il 2,13% all'anno. Ero partito dallo strumento, cioè dalla domanda che va fatta per ultima.

    Oggi investo da solo da più di dieci anni, e i miei soldi seguono le stesse regole che trovi in questa pagina.

    Il momento per scrivere le tue regole è adesso, prima del prossimo crollo.

    Quando il mercato scende, decidere a mente fredda è quasi impossibile: è per questo che le regole si scrivono prima. Scegli da dove cominciare.

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